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Il cavallo rosso

Alcune domande a Eugenio Corti, a proposito de “Il cavallo rosso”

Dai lettori mi attendo che fra quanti sotto sotto non condividono le concezioni della cultura illuministica oggi dominante, anzi stra dominante (in particolare fra i cristia­ni), ce ne siano che accolgono con gioia la mia nuova ope­ra, nella quale le loro concezioni più autentiche sono pre­sentate non già in modo subalterno, ma al contrario poste alte sul monte. Spero inoltre che qualcuno cominci a in­travedere finalmente la possibilità d’uscire dalla lisa pro­vincialità in cui la cultura illuministica d’importazione (or­mai fallimentare dovunque — pensi a ciò che ne dice Te­stori) costringe l’Italia.

Eugenio Corti

L’isola di Eugenio

Di Corti ricordo lo sguardo acuto e limpido sotto i folti sopraccigli, il pizzetto grigio ben curato, il tratto signorile e insieme modesto: una figura che un pittore d’altri tempi avrebbe ricercato come modello per qualche gagliardo padre della Chiesa. E come uno di loro, dietro la sua pacatezza, Corti celava una tempra di lottatore.

Eugenio Corti: “Restaurate la Res publica christiana”

Corti, classe 1921, fin da giovane aveva intuito la sua vocazione letteraria. Una vocazione che ha preso forma e si è arricchita in virtù delle esperienze che la vita gli ha posto dinnanzi e che lo scrittore ha saputo (e ha accettato di) cogliere: su tutte, il venire a contatto con la cruda realtà della guerra e l’esperienza ai limiti della sopravvivenza durante i ventotto giorni trascorsi “nella sacca” durante la ritirata di Russia del 1943, poi narrati ne “I più non ritornano” (Garzanti, 1947). Ma anche una chiamata maturata nella quotidianità di una fede semplice, vissuta in famiglia, e sviluppata grazie ad una capacità di lettura e di analisi della storia passata e contemporanea certamente non comune.

Eugenio Corti

Eugenio Corti racconta Eugenio Corti

Eugenio Corti (1921-2014) è per tutti il grande scrittore di I più non ritornano e, soprattutto, Il cavallo rosso.

Ma come è nata la passione letteraria di Corti? E la sua capacità narrativa? Una risposta la si può trovare in «Il ricordo diventa poesia». Dai diari, 1940-1948 (Edizioni Ares, pagg. 176, euro 14; a cura di Vanda Corti e Giovanni Santambrogio). È una antologia (realizzata con l’aiuto della fondazione «Il cavallo rosso» e dell’istituto scolastico Don Carlo Gnocchi) che regala ai lettori corposi brani estratti dai diari inediti dello scrittore.

Eugenio Corti

Nei Diari dello scrittore-soldato Eugenio Corti “Il ricordo diventa poesia”

Eugenio Corti, scrittore e saggista di forte matrice cattolica, combattente su fronte del Don e poi con gli Alleati contro i nazisti, sentì prestissimo la vocazione alla scrittura come quella alla ricerca esistenziale ed estetica: ne sono una straordinaria testimonianza alcune pagine sinora inedite dei suoi Diari, pubblicate in questi giorni dalla casa editrice Ares. Da esse apprendiamo la sua formazione letteraria, l’amore per la natura, la fede cristallina, come le vicende drammatiche degli anni della Seconda guerra mondiale, che saranno il motivo ispiratore della sua scrittura.