Spettacolo teatrale dedicato a Eugenio Corti

La locandina dell'eventoVi segnaliamo questa bella iniziativa dedicata a Eugenio Corti.

Gentili signori,
la Fondazione “Il Cavallo Rosso” e l’Istituto “don Gnocchi” organizzano nella serata di sabato 18 febbraio, nell’Auditorium “Il Parco” della BCC a Carate, un evento teatrale per commemorare il 3° anniversario della scomparsa di Eugenio Corti.

Lo spettacolo sarà un collage di brani tratti da alcune opere letterarie dello scrittore brianteo, letti e interpretati dall’attore e regista Andrea Carabelli. Sarà uno spettacolo multimediale, che Carabelli appositamente ha confezionato con l’intendimento di offrire testi cortiani meno frequentati di narrativa, di teatro o pensati per il cinema.

Accompagnerà la lettura il Coro Alpino dell’Istituto diretto da Luigi Mandelli.

Con l’auspicio di vederVi numerosi, allego il volantino della serata con preghiera di diffonderlo presso amici e parenti.

Cordialmente,

Il Rettore
prof. Luca Montecchi

Silvia – segreteria didattica
Istituto Scolastico Don Carlo Gnocchi
0362/991070

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Alla Camera un convegno in onore di Eugenio Corti

Eugenio CortiIl prossimo 14 febbraio lo scrittore Eugenio Corti (1921-2014), autore del noto longseller “Il cavallo rosso”, verrà ricordato alla Camera dei Deputati con un Convegno dal titolo “«L’eredità lasciataci dai padri». Eugenio Corti: un maestro per i nostri giorni”

Il prossimo 14 febbraio lo scrittore Eugenio Corti (1921-2014), noto in Italia e all’estero soprattutto per la pubblicazione del romanzo Il cavallo rosso, verrà ricordato alla Camera dei Deputati con un Convegno dal titolo «L’eredità lasciataci dai padri». Eugenio Corti: un maestro per i nostri giorni.

L’evento vedrà la presenza tra i relatori di importanti personalità del mondo politico, culturale ed ecclesiale.

Alle 15.30 si apriranno i lavori con il vicepresidente della Camera dei Deputati Simone Baldelli e il deputato di Forza Italia e componente della Commissione Cultura della Camera Antonio Palmieri.

La relazione introduttiva è affidata a François Livi, professore emerito di Lingua e letteratura italiana presso l’Università La Sorbona di Parigi.

A seguire due reading teatrali a cura di Andrea Soffiantini, ad apertura e chiusura della tavola rotonda moderata dal direttore di Avvenire, Marco Tarquinio. Intervengono Maurizio Lupi, capogruppo Area Popolare alla Camera; monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e abate di Pomposa; Lorenzo Ornaghi, presidente della Biblioteca Ambrosiana e già Ministro dei Beni e della Attività Culturali nel governo Monti; Flavia Piccoli Nardelli, deputato del Partito Democratico e presidente Commissione Cultura della Camera dei Deputati; Paola Scaglione, saggista e biografa di Eugenio Corti; Gabriele Toccafondi, sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; Giuseppe Langella, direttore del Centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, dell’Università Cattolica di Milano.

A tre anni dalla morte (avvenuta il 4 febbraio 2014), verrà tratteggiata la figura e ripercorsa l’opera di Eugenio Corti, uno dei protagonisti della cultura italiana contemporanea, autore di uno dei romanzi più interessanti del Novecento: Il cavallo rosso, pubblicato nel 1983 ed arrivato oggi alla 32ima edizione italiana, con traduzione in otto lingue, compresi il romeno, il lituano ed il giapponese. Corti ne Il cavallo rosso tratteggia il quadro di un’epoca che va dagli anni ’40 agli anni ’70 del Novecento, intrecciando con sublime maestria, in una trama densissima di avvenimenti, vicende romanzesche e personaggi reali, episodi quotidiani ed eventi storici drammatici ambientati in Italia e all’estero, dalla Brianza alla Russia. Il lettore viene condotto a compiere una straordinaria esperienza durante la quale diventa via via più consapevole del perché e del significato della vita.

(08/02/17, Famiglia Cristiana)

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Il “caso ” Eugenio Corti, due anni dopo la morte dell’ autore del “Cavallo Rosso”

Eugenio CortiIl «caso» Eugenio Corti  potrebbe essere riassunto  in poche parole: un grande scrittore, secondo una parte della critica internazionale il più grande scrittore italiano dagli anni Cinquanta, con una platea di lettori in crescita costante, ma quasi ignorato dalla critica italiana.

Questo, molto probabilmente, perché si tratta di uno scrittore controcorrente, dalla scrittura nitida, classica, ancorata alla realtà, alla terra (in particolare la sua Brianza, che diventa così metafora della vita e della storia) e con lo sguardo rivolto all’Alto. Cosa c’è di più inattuale e fuori dalle mode?

Per cambiare rotta, per fare in modo che questo colpevole vuoto venga colmato, e l’opera e la personalità di Corti venga fatta conoscere il più diffusamente possibile, ecco allora una serie di iniziative che in parte sono già state messe in campo,  e altre, importante, vedranno la luce a breve. Grazie  in primis da Antonio Palmieri, capogruppo Forza Italia in commissione cultura, nasce il «cantiere Corti», presentato qualche giorno fa alla Camera.

Insieme a Palmieri, ne hanno parlato Giuseppe Langella ed Elena Landoni, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, insieme a Paola Scaglione, studiosa dell’opera di Corti e sua biografa. Sono stati presentati gli atti del convegno di Milano del giugno 2016, dal titolo “Al cuore della realtà”. A due anni dalla scomparsa dello scrittore, avvenuta il 4 febbraio 2014, la Sorbona di Parigi e l’Università Cattolica di Milano, infatti, hanno voluto dedicare all’opera di Corti un convegno internazionale, articolato in due sessioni di lavori, nelle rispettive sedi.

Particolare significato, anche simbolico, ha avuto dunque la giornata milanese del convegno, il 7 giugno 2016, che è stato ospitato alla Cattolica, nel meraviglioso chiostro del Bramante, luogo topico della vita dello scrittore, perché qui Corti ha frequentato l’università negli anni della sua giovinezza. E per quel che riguarda la Sorbona, è noto che in Francia l’opera di Corti ha avuto un quasi immediato riconoscimento e apprezzamento.

Ma cosa si sta “costruendo” nel cantiere Corti? Nell’incontro alla Camera  è stato annunciato un convegno che si terrà proprio a Montecitorio il prossimo 14 febbraio dal titolo significativo: «L’eredità lasciateci dai padri. Eugenio Corti, un maestro dei nostri giorni». Sarà un’altra occasione «per approfondire l’eredità del pensiero del grande scrittore cattolico», ha spiegato Palmieri, la cui opera principale, “Il cavallo rosso” ha avuto 32 edizioni ed è stata tradotta in nove lingue, tra cui il giapponese. Il Cantiere Corti sta organizzando altre iniziative per dare conto della ricchezza dell’opera di questo scrittore.

(Caterina Maniaci, 30/01/17, AciStampa)

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Eugenio Corti, scultore di parole e maestro di vita

Eugenio CortiIl genio del grande scrittore brianzolo e le iniziative per ricordarlo e diffonderne l’opera

Eugenio Corti è un grande scrittore brianzolo, autore di romanzi di enorme successo come “Il Cavallo rosso”, vero e proprio caso letterario (amatissimo dai lettori, è giunto alla trentaduesima edizione). Un genio la cui opera “non solo non deve essere dimenticata, ma anzi conosciuta e valorizzata. Perché lo merita davvero. Perché è (il verbo è volutamente al presente, nonostante Corti sia scomparso nel 2014) a tutti gli effetti un maestro di vita ed uno scrittore e letterato da collocare nel Pantheon dei grandi del Novecento, apprezzato in tutto il mondo”. Così l’onorevole Antonio Palmieri ha introdotto la conferenza stampa di martedì pomeriggio alla Camera dei Deputati, intitolata “Cantiere Eugenio Corti. Opere realizzate, nuove iniziative e lavori in corso”.

Un incontro al quale hanno partecipato, oltre a Palmieri, il professor Giuseppe Langella (Direttore del Centro di Ricerca “Letteratura e Cultura dell’Italia unita”), la professoressa Elena Landoni (Università cattolica del Sacro Cuore) e la professoressa Paola Scaglione, biografa dello scrittore brianzolo.

Nel primo intervento dell’incontro la professoressa Landoni ha presentato il volume fresco di stampa in cui sono raccolti gli atti della sessione italiana (ve ne è stata anche una parigina) del convegno dedicato a Corti intitolato “Al cuore della realtà. Eugenio Corti scultore di parole” (Ed. Interlinea 2017, collana “Letteratura e cultura dell’Italia unita”).

Il volume raccoglie interventi essenziali, “densi di dati, fatti e osservazioni pertinenti. Abbiamo suggerito ai relatori di affrontare temi inerenti ad alcune specificità del lavoro di Corti, andando direttamente al cuore dell’argomento”. La professoressa spiega quindi che nel libro sono presenti tra gli altri scritti dedicati alla genesi, nelle opere di Corti, del rapporto tra l’autobiografia e la scrittura, al suo legame con il Medioevo, all’avventura editoriale del “Cavallo Rosso”, alla sua carica religiosa inestricabilmente legata con il realismo (binomio questo tutt’altro che scontato), all’aspetto storico dell’industria in Brianza ai tempi in cui si svolgono le vicende del “Cavallo Rosso”, all’opera prima “I più non ritornano” (1947). Per questa antologia di saggi, redatta – spiega Landoni – con criterio “tomistico” (nel senso che fornisce criteri utili a conoscere e valutare correttamente l’opera di Corti) è stato scelto un titolo – “Scultore di parole” – che rimanda ad un modo di concepire l’arte della scrittura, intesa come “lavorazione di una materia: la realtà”.

Il professor Langella ha quindi illustrato le iniziative del “Cantiere Corti” per far conoscere sempre più e meglio anche a livello accademico l’opera di uno scrittore che, a fronte di un enorme successo tra i lettori, non ha avuto una fortuna “critica” adeguata alla statura e al profilo dei suoi scritti.

Tra quelle già realizzate c’è il citato doppio Convegno, di cui una sessione si è tenuta presso l’Università Cattolica di Milano e l’altra alla Sorbona di Parigi. Tra le nuove iniziative Langella annuncia un incontro intitolato “L’Eredità dei padri. Eugenio Corti maestro per i nostri giorni”, in programma il 14 febbraio presso la Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati. Vi parteciperanno diverse personalità, tra cui Francois Livi (italianista della Sorbona), monsignor Luigi Negri (arcivescovo di Ferrara), Paola Scaglione, Lorenzo Ornaghi (presidente della Biblioteca Ambrosiana, alla quale, per volontà dello stesso Corti è stato donato il suo archivio), Andrea Soffiantini (attore che ha nel suo repertorio uno spettacolo montato su testi cortiani).

Quanto infine ai “lavori in corso”, Langella illustra due progetti: si tratta di concorsi letterari collocati in ambiti rispettivamente locale ed universale. Il primo – portato avanti con la collaborazione della Biblioteca comunale di Monza e con l’editore Paolo Cattaneo – vuole essere radicato sul territorio e si propone di riscoprire i valori della “Brianza di Eugenio Corti, una comunità solidale”. Valori – laboriosità e solidarietà – che vanno nuovamente posti a fondamento della vita comunità anche nazionale. Il secondo è il Premio internazionale Eugenio Corti, promosso in stretta sinergia con l’Associazione Eugenio Corti, fondata e presieduta dalla signora Vanda Di Marsciano, vedova dello scrittore. Si tratterà di un premio annuale articolato in due ampie sezioni (tesi di laurea o dottorato e monografie, saggistica o edizioni critiche), che si propone di sostenere ed incoraggiare studi e nuovi volumi in grado di dare ampio respiro ad una nuova fase della critica cortiana.

Ultima ad intervenire, la professoressa Paola Scaglione, biografa di Eugenio Corti, ne ha suggestivamente tratteggiato la figura, indicando alcuni dei punti salienti del suo lavoro e della sua personalità. Come la sua “scrittura così vera da intrecciarsi nella sua vita e in quella di chi legge”, la sua disponibilità ad incontrare chi lo andava a trovare per testimoniargli che le sue opere avevano cambiato molte vite (“prova questa – dice Scaglione – che la verità e la bellezza delle opere di Corti sono senz’altro rivolte al bene”), il suo raccontare solo cose di cui ha avuto personale esperienza o comunque provate da persone presenti ai fatti (nel suo archivio vi sono, a tal proposito, moltissime lettere di testimoni diretti a cui lo scrittore ha chiesto di raccontare i loro ricordi).

Scaglione ha poi ricordato due passaggi del lavoro di Corti. Uno è la morte del capitano degli Alpini Grandi durante la ritirata di Russia (pagina che lo scrittore amava leggere nel corso degli incontri e presentazioni del “Cavallo Rosso”, in cui è contenuta), brano drammatico ma bellissimo, che “racconta un’esperienza viva e piena con l’evidenza semplice della verità”. L’altro è quello in cui il protagonista del romanzo (che è lo stesso Corti), nel momento più duro della ritirata, quando pensa di non farcela, parla alla Madonna come gli ha sempre insegnato la madre. E le promette che se si fosse salvato avrebbe speso la sua vita al servizio della verità.

Scrittura come missione dunque, ma anche come desiderio culturale, come ricerca della verità, come impegno civile al quale non ci si può sottrarre. Scrittura che trova radice nella realtà dell’operosa e caritatevole Brianza e che trasmette un modo di essere, di vivere e di credere. Un’epica del quotidiano lasciata in eredità ai giovani d’oggi che ancora incontrano Corti nelle sue opere e che – conclude Scaglione – trovano in esse una base per ricostruire.

(Cristina Di Giorgi, 29/01/17, Il Giornale d’Italia)

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