Categoria: Scritti di Eugenio Corti

Eugenio Corti

Lo sterminio dei contadini kulaki

Affermano Voegelin e Del Noce che “è emerso nelle nostre società moderne un fenomeno nuovo, il divieto di fare domande, come consapevole, deliberata, e sapientemente elaborata ostruzione della ratio; da non confondere con la semplice resistenza all’analisi, fenomeno di tutti i tempi” (1).

Senza dubbio tra le domande che oggi è più severamente vietato fare ci sono quelle relative a certe imprese compiute dai comunisti là dove hanno preso il potere. In particolare non si deve pretendere di sapere cos‘è oggettivamente accaduto in Russia durante la ‘dekulakizzazione’, o eliminazione dei contadini piccoli proprietari, categoria grosso modo corrispondente ai nostri ‘coltivatori diretti’.

Scritti di Eugenio Corti – L’armistizio

<< Signor tenente >> disse << la sapete qui a Porto Edda la gran notizia? Che c’è l’armistizio? >>

<< Che c’è…? Cosa dici? >>

<< L’armistizio. L’Italia ha fatto l’armistizio con gli inglesi e gli americani. Radio Roma non smette di ripeterlo: l’abbiamo sentita mezz’ora fa a Porto Palermo. Giusto il tempo d’arrivare qui. >>

Scritti di Eugenio Corti – L’anima di Stefano

La sua anima abbandonò il corpo. Come quando bambino, nel cortile della Nomanella, poggiati per gioco mani e ventre su una stanga del carro Stefano spingeva le gambe in alto e la testa in giù per vedere il mondo capovolto, così ora intorno a lui si produsse un grande capovolgimento.

Nello stesso istante a Nomana – a tremila chilometri di distanza – un ticchettio su un vetro della camera da letto destò la mamm Lusìa, che lanciò un grido: << Stefano è morto! Oh, povera me, povera me, povera me. >>