Categoria: La terra dell’indio

La terra dell’indio di Eugenio Corti, una storia da riscoprire

A un certo punto – dichiarò anni fa Eugenio Corti alla sua biografa Paola Scaglione – mi ero imposto di leggere alcuni importanti autori della letteratura moderna, che non ero mai riuscito ad accostare perché mi suscitavano troppa ripugnanza. Tra questi Voltaire. Ho cominciato col Candido e, ancora una volta, dopo averne letto qualche decina di pagine, l’ho abbandonato. Ma il fatto che in quelle poche pagine parlasse così male delle Riduzioni dei gesuiti in Paraguay mi ha indotto a pensare che in esse dovesse esserci qualcosa di veramente buono.

Eugenio Corti, una miniera da scoprire

Ecco una sintesi di tutti i principali capolavori dello scrittore brianteo. Omero e Aristotele furono i grandi maestri. Corti partì per la Russia per toccare con mano il comunismo: «La ritirata? La summa delle esperienze della mia vita».

Giuseppe Romano presenta La terra dell’indio

La lingua scritta possiede una magia particolare grazie alla quale si fa avanti da sola e da sola conquista l’attenzione. Diversamente dalle parole orali, dove soccorrono intonazioni, espressioni del volto, gesti, perfino componenti ambientali, le parole fissate sulla pagina vivono e si esprimono in solitudine, nero su bianco. Un film o un’opera teatrale possono avvalersi pure di aspetti estrinseci, tipo la qualità della fotografia o le armonie della colonna sonora.

Corti l’anti-Mission

Appena fuori dal giardino avito – la casa della sua infanzia e del padre imprenditore -, la fronte d’un palazzotto mostra i medaglioni col volto dei letterati brianzoli: Verri, Parini, Manzoni…, e anche Testori, aggiunto di bel nuovo. Ci sarà posto anche per lui (che del Giovanni scrittore e critico fu tra l’altro compagno di classe), a suo tempo?