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Eugenio Corti e i genitori

I diari giovanili di Eugenio Corti

Corti ha scritto diari fin da quando era studente. Nell’archivio sono conservati alcuni quaderni del periodo liceale trascorso a Milano al Collegio San Carlo. Nel 1940 inizia la stesura di un nuovo Diario che porta una dedica significativa in cui si esplicitano le ragioni della scrittura. Dice: “A te che ancora non conosco e che un giorno diventerai la compagna della mia vita, ai tuoi grandi occhi lucenti questi diari, sui quali certamente mi accadrà di narrare il nascere del nostro amore”. 

Il matrimonio di Eugenio e Vanda

Un’intervista al curatore dei Diari di Eugenio Corti

Quanto scritto nei Diari conferma come Eugenio Corti sia stato un grande interprete del XX secolo, in particolare della tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Inoltre è stato anche un grande interprete delle vicende italiane del Novecento, che sono poi descritte nelle sue opere. Questi Diari rafforzano l’idea di uno scrittore testimone e protagonista di un momento importante della storia, pieno di cambiamenti epocali. La lezione che lascia a noi e alle generazioni future è quella della responsabilità e dell’impegno: occorre essere protagonisti e prendersi cura e carico delle cose. La vita quotidiana di ciascuno non riguarda solo le proprie vicende personali, ma possiede anche una dimensione comunitaria e collettiva. La responsabilità deve essere esercitata anche nella polis, nella città, nell’impegno per migliorare la società e il corso della storia. Eugenio Corti è cosciente del fatto che non ci si possa disinteressare della storia e di quello che accade nel mondo intorno a noi nel momento in cui viviamo. In quest’ottica si comprende come la sua ferma decisione di andare a combattere sul fronte russo, come poi accadrà nel 1942, non sia frutto di volontarismo o dell’adesione ad una ideologia militarista, ma al contrario obbedisca al suo profondo desiderio di essere in sintonia con i grandi avvenimenti della storia di quel momento e di voler svolgere fino in fondo la sua parte.

Eugenio Corti

Eugenio Corti e la Provvidenza

In “Il ricordo diventa poesia. Dai Diari, 1940-1948“ (a cura di Vanda Corti & Giovanni Santambrogio, edizioni Ares), Corti (che ha legato il proprio nome al romanzo Il Cavallo rosso) descrive gli orrori della Seconda guerra mondiale e, in particolare, racconta gli avvenimenti vissuti in prima persona da giovane ufficiale impegnato sul fronte russo. L’esperienza di quei tragici anni diventa una profonda condanna e un netto rifiuto del totalitarismo.