Categoria: Interviste a Eugenio Corti

Gli ultimi soldati del re

Il buon soldato

Dire guerra, in ultima analisi, è dire morte, e di solito morte nel più tragico marciume. Non si tratta però di un fenomeno liquidabile in due parole. Perché è molto complesso, e tra l’altro esalta nelle persone coinvolte sia i difetti (la viltà, l’egoismo più spietato, la crudeltà, l’ignobiltà), sia le doti (il disinteresse, l’eroismo, lo spirito di sacrificio, l’abnegazione). Offre perciò possibilità incomparabili di analisi dell’animo umano. Dunque, mentre consiste in un marasma di sozzure assolutamente inimmaginabili per chi non l’ha sperimentata, la guerra rende anche migliori i migliori; nonché quelli che, trovandocisi, non rifiutano di portare la loro parte di peso, fino eventualmente al sacrificio.

Eugenio Corti

“La mia ultima sconfitta”

Di sconfitte me ne intendevo: la Russia, la guerra di Liberazione, che facemmo combattendo da Sud a Nord, finendo poi in all’Alto Adige, senza nessun riconoscimento, come se avessero fatto tutto solo il partigiani. Ci fu lo sconforto per ciò che quella legge avrebbe inevitabilmente prodotto nella società italiana. Ora toccherà all’aborto, dissi. E fui facile profeta.

Eugenio Corti in Russia

Un lunga intervista a Eugenio Corti

Dovevo combattere la battaglia per la Fede perché mi sembrava e mi sembra fondamentale per la sopravvivenza della civiltà. Sapevo che essa sarebbe stata nociva alla diffusione del libro, ma non per questo ho fatto marcia indietro. Per me era essenziale che tutta la realtà entrasse nel romanzo senza filtri. Ogni tanto mi viene in mente Tolstoj che ha introdotto in Guerra e pace (che io giudico il libro più bello mai scritto!) tanti suoi punti di vista che interrompono il filo del romanzo. Io mi limito a molto meno. A Tolstoj vennero contestate queste intromissioni ed egli provò a toglierle dal romanzo, riducendolo di due o trecento pagine. In seguito però quelle parti egli le dovette reintegrare, perché era evidente che il testo rimaneva snaturato. Secondo me ha fatto benissimo a reintrodurle, anche se a volte oggi molti si stufano un po’ nella lettura. Ma si tratta di veri e propri baluardi per il vivere civile: essi stessi materia propria dell’opera in quanto tali.

Il cavallo rosso

Un’intervista rilasciata nel 1993 in Lituania

Il prosatore, drammaturgo e pubblicista italiano Eugenio Corti, la prima parte (“Sul fronte orientale”) della cui trilogia “Il cavallo rosso” è stata pubblicata recentemente dalla casa editrice “Mintis”, ha fatto visita al traduttore del suo libro Algimantas Vaisnoras. Con l’aiuto del traduttore, lo scrittore e la moglie signora Vanda hanno gentilmente accettato di rispondere ad alcune domande.