Eugenio Corti

Il martirio dei cattolici vandeani

Fedeli a Dio, alla Chiesa e al Re, i cattolici vandeani si oppongono sul finire del XVIII secolo al progetto totalitario della Rivoluzione Francese. E pagano un altissimo prezzo di sangue. Una pagina dimenticata della storia.

L'esperimento comunista

Una singolare assemblea di cristiani

Torino, 2 novembre 1973, self-service di via Monte di Pietà, è l’ora del pranzo: a un tavolo siedono con i modesti vassoi delle pietanze davanti, alcune personalità della ‘contestazione’ cattolica italiana, soprattutto religiosi, e con loro qualche straniero, qualche giovane intellettuale, un paio di preti passati allo stato laicale.
“Tu credi che arriveremo davvero al ‘compromesso storico’ proposto da Berlinguer?”
“Vuoi dire quello tra comunismo e Democrazia cristiana? lo spero proprio di no.”
“Guai se ci arriviamo”.
“Sarebbe un guaio tremendo!”

Come s’è detto, coloro che cosi parlavano erano dei cattolici. E per chi nutrivano preoccupazione? Per la Democrazia cristiana forse? No.
“Se arriveremo al compromesso, il comunismo s‘inquinerà”.
“S‘imbastardirà.”