Con Eugenio Corti dentro il successo del “Cavallo rosso”
Esce oggi la 37ª edizione del romanzo, uscito nel 1983. Per la prima volta si esplora il materiale preparatorio scritto in vista di convegni e conferenze di presentazione del libro
Esce oggi la 37ª edizione del romanzo, uscito nel 1983. Per la prima volta si esplora il materiale preparatorio scritto in vista di convegni e conferenze di presentazione del libro
Programma dedicato alle riflessioni che il mondo della letteratura ci offre. Volumi e autori dal passato ma anche testi recenti. Il mondo dei libri e la voce di Andrea Pietrobon, scrittore, vi accompagnano nel meriggio calmo, scandito dal tempo lento della riflessione.
Ascolta la recensione del prof. Giovanni Zenone a “I più non ritornano”, il famoso diario di Eugenio Corti scritto durante ventotto giorni in una sacca sul fronte russo, nell’inverno 1942-43.
Ci sono esperienze che segnano talmente profondamente la propria esistenza, da riemergere poi, dal profondo della propria scrittura, in varie forme, dal diario alla lettera fino ad arrivare alla reinvenzione narrativa, senza perdere, in ogni caso, quella forza morale e quella profondità emblematica che descrive e circoscrive il senso universale dei valori posti in gioco. È il caso dello scrittore lombardo, Eugenio Corti, che con la sua opera ha messo a fuoco i valori della Brianza in cui era nato ed aveva sempre vissuto, mettendoli a confronto con altri modelli, dove Dio è stato cancellato, come nella Russia staliniana.
All’indomani della scomparsa dello scrittore (4 febbraio 2014) tutta la stampa italiana ha parlato di un Eugenio Corti da scoprire riconoscendo l’ingiusto silenzio che per anni gli era stato riservato dal mondo letterario e dalla critica. Il quotidiano la Repubblica ha auspicato “una discussione supra partes” aggiungendo “siamo tutti debitori a questo scrittore. Il giusto omaggio a lui e il modo migliore di celebrare la sua morte è quello di rileggere, o leggere, con serenità il Cavallo rosso, non di farne oggetto, con giudizi e silenzi spropositati, di atteggiamenti sostanzialmente ideologici”.