Eugenio Corti e i genitori

Ecco il diario inedito di Eugenio Corti

Nel numero di giugno di Studi cattolici (rivista edita da Ares) è incluso un prezioso «Quaderno speciale» dedicato a Eugenio Corti (1921-2014). Si festeggia la nuova edizione in lingua francese del Cavallo rosso (Le Cheval rouge, Noir sur Blanc, Montricher 2020, traduzione di Françoise Lantieri, pagg. 1416, euro 32). Il Quaderno si apre come meglio non si potrebbe, ovvero con un inedito dai Diari di guerra dello scrittore (qui ne presentiamo un breve stralcio).

Eugenio Corti

Corti, grande emarginato che narrò l’epopea del secolo degli orrori

Corti non ha cercato un’interpretazione della storia secondo i Valori Cristiani: Corti ha attraversato l’Europa a piedi nella spaventosa ritirata di Russia, vedendo morire a migliaia i suoi amici, e una volta tornato non se l’è sentita di glorificare la lotta partigiana, non perché la disprezzasse, ma perché il cuore dell’esperienza italiana era un  altro.

Corti ha cercato di raccontare a se stesso come fosse stato possibile un simile orrore. E così ha fatto la sua comparsa Dio, non come una spiegazione, ma come un personaggio della storia; non per mettere le cose a posto ma per rendere raccontabile una tragedia per la quale rischiavano di non esserci più né parole né memoria.

Il cavallo rosso

Il cavallo rosso

La corsa gagliarda del Cavallo rosso nasce certo dal suo indiscusso valore letterario, ma ha molto a che vedere anche con la tenace esortazione all’operatività: chi legge è chiamato a continuare nella propria vita la straordinaria avventura del romanzo. Per l’ultimo capitolo del libro, quello mai concluso, Corti ha affidato la penna agli uomini di buona volontà. La storia di questi primi trent’anni è quella di una narrazione proseguita attraverso gli innumerevoli lettori che continuano a raccogliere il testimone: a migliaia scrivono a Corti e vanno a trovarlo per ringraziarlo della sua lucidità di giudizio e della bellezza che risplende nella sua narrazione, per confermargli che la vita è proprio come lui la descrive, per testimoniare che fa sua opera li ha aiutati a vivere, a credere, a sperare e persino che è stata fondamentale nella loro conversione. C’è un mondo di lettori, molto spesso giovani, che accolgono la sfida di accingersi a ricostruire, ciascuno secondo la vocazione a cui è chiamato, con i piedi ben saldi a terra e lo sguardo rivolto in alto, come lo scrittore. E se non è questo il successo…

Il cavallo rosso - edizione francese

L’apocalisse secondo Eugenio Corti

Alcuni parlano di un Guerra e Pace italiano. Altri paragonano il lavoro di Corti ad Arcipelago Gulag. Si, c’è del Soljenitsismo nella volontà di raccontare l’irraccontabile, nel descrivere il male, e il soffio di Tolstoi nell’arte di mescolare i suoi personaggi con la storia. Inferno bianco della Russia, i Gulag, la battaglia di Montecassino e quelle d’Africa, la caduta del fascismo… la storia italiana esiste attraverso i destini particolari, quello di Ambrogio, di Stefano, di Michele, Manno… E in ognuno di questi ragazzi c’è un po’ di Eugenio Corti.