I più non ritornano

Dalla quarta di copertina dell’edizione Mursia:

Considerato “una delle testimonianze più belle e più straordinarie uscite dalla ritirata di Russia” (Giulio Nascimbeni), perché ne rende la drammatica realtà con nuda intensità narrativa, questo diario descrive ciò che accadde in poche settimane dell’inverno 1942-43 durante l’accerchiamento di due divisioni italiane su quel fronte.

Il trascorrere del tempo nulla ha tolto alla forza di questa testimonianza, anzi la ripropone come un documento unico in cui gli eventi, gli uomini, le cose mantengono intatta – sul filo della memoria di un giovane ufficiale che li visse in prima persona – la loro spoglia severità di resoconto tragico quotidiano. Un’opera fuori dal comune e che non manca di una sua forza consolatoria nonostante le miserie proprie della guerra che vi sono descritte.

Perché, come scrisse Benedetto Croce, v’é in essa il “non frequente lampeggiare della bontà e della nobiltà umana”.

Per leggere le recensioni e gli articoli su quest’opera è possibile cliccare su I più non ritornano nel box “Categorie” della colonna di destra.

Share

Lascia un commento