Categoria: Interviste a Eugenio Corti

Eugenio Corti

Il mio inferno rosso

“Vengono a incontrare un testimone del Novecento. La domanda che prima o poi tutti mi fanno è: come ha fatto lei, che ha visto tutti gli orrori del Novecento, a non perdere la fede? Ma è proprio perché ho visto, ho toccato con mano le bestialità delle ideologie che pretendono di sbarazzarsi di Dio, rispondo sempre, che la mia fede si è confermata, rafforzata”.

Histoire d'Angelina et autres récits

C’è un Solzhenitsyn in Brianza che ha venduto 400.000 copie

Finora, nella modernità, ho scritto otto libri: sono un uomo della modernità, in particolare del Ventesimo secolo. E’ quello che sento più mio.
E’ vero, siamo nel Ventunesimo, ma ormai ho passato gli ottant’anni, questo non è più il mio tempo. Il Medioevo, tuttavia, è il periodo storico che ami di più. Occupandomi di esso ho cercato di prenderne in esami che potessero interessare la gente di questo nostro secolo. Ho aspettato molto prima di dedicarmi al Medioevo, mi sono molto documentato ho studiato e lavorato.

Eugenio Corti

La Brianza tra arte e responsabilità

Ancora oggi, si può dire che la realtà spirituale della Brianza rimanga la stessa, ma a me pare di vederla come se stesse sott’acqua, sul fondo dei laghetti di cui la Brianza è piena. Le chiese la domenica sono colme come una volta; poi, però, l’esercizio delle virtù morali non è più lo stesso, come testimonia per esempio il numero dei figli delle famiglie briantee, che una volta erano le più numerose d’Italia (anche più di quelle delle regioni meridionali) e oggi invece non riescono più a mantenere l’equilibrio demografico sul territorio. È un mondo, dunque, che lentamente sta scomparendo. 

Eugenio Corti

A colloquio con Eugenio Corti

Credo che voi lo sappiate, lo dice San Tommaso che lo riprende da Aristotele: “Cos’è l’arte?”. Una domanda fondamentale per una vita come la vostra (e come la mia!). Che cos’è l’arte secondo Aristotele? “È l’universale nel particolare”. Cosa deve fare un autore, allora? Cantare l’universale nel particolare. Se non questo, la sua non è opera d’arte. Ma se uno non ha idea dell’universale da cui partire, cosa mette dentro al particolare? Mette altro: il che può andar bene in un’opera di saggistica, ma quando lo si fa in un’opera d’arte, l’opera nasce morta…