Categoria: Interviste a Vanda Corti

Eugenio corti e Vanda di Marsciano

Eugenio Corti: il soldato, l’industriale, lo scrittore

Io mi riconosco e sono affezionata molto al Cavallo rosso. Gli altri libri esprimono, trame, idee, visioni, tra loro diverse, mentre Il Cavallo rosso esprime la sua storia, tramite un impianto autobiografico che però rappresenta la sua esperienza in maniera romanzata attribuendola a personaggi diversi. Infatti Eugenio è sia Ambrogio, che Manno, che Tintori. Ed ognuno di loro è sempre lui che cambia e si trasforma in tre personaggi diversi. Come per quanto riguarda i personaggi femminili come Alma, Colomba e Fanny, rappresentano parti diverse del mio carattere, mischiando e fondendo gli attributi di persone reali nei personaggi. Era il soldato, l’industriale e lo scrittore.

Eugenio Corti

“La Provvidenza ha disegni speciali su di me”

“Devo dire che è proprio così: nei diari si percepisce la maturazione di Corti come scrittore. Prima abbozza racconti piuttosto superficiali, poi, negli anni, giunge a una profondità di scrittura molto più matura, più bella. Il diario è fitto di considerazioni sulla vita molto intense. Eugenio era così, era uno che voleva viere la vita a modo suo, secondo il suo modo di vedere.

Eugenio e Vanda Corti

Giorni & opere di un matrimonio

Vanda Corti è stata l’inseparabile sposa di Eugenio. In questa commovente testimonianza, raccolta da Alessandro Rivali nell’ormai celebre casa di Besana in Brianza, ricorda gli albori della loro storia d’amore, le fasi alterne del loro fidanzamento, gli anni difficili e delicati della stesura del Cavallo rosso. Ma offre anche lo spunto per un ritratto inedito dello scrittore, come della sua determinazione a portare a termine la missione che aveva ricevuto: scrivere, e scrivere per la verità.

Vanda Corti racconta il marito Eugenio

Una testimonianza straordinaria, un documento che continua a “parlare”, attraverso i decenni, le esperienze, i cambiamenti: sono le lettere che Eugenio Corti, il grande scrittore scomparso il 4 febbraio 2014, ha scritto e inviato dal fronte russo, durante la guerra, dal 6 giugno 1942 al 29 gennaio 1943. Queste lettere sono state scelte e raccolte in una silloge dal titolo «Io ritornerò» (edita da Ares), presentato qualche giorno fa al Meeting di Rimini.