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Eugenio e Vanda Corti

Giuseppe Langella: «Lo scrittore Eugenio Corti profeta del Novecento»

Eugenio Corti è stato uno scrittore impegnato, che ha vissuto la propria vocazione letteraria come l’adempimento di una missione insieme civile e religiosa. Molti altri intellettuali della sua generazione, usciti da una dittatura e dalla prova tremenda della guerra, hanno condiviso con lui la passione militante e la tensione palingenetica. A questo “spirito del secolo” Corti ha aggiunto un afflato paolino, da apostolo delle genti. In tutta la sua opera, con una fermezza e una coerenza “tetragone ai colpi di ventura”, ha voluto rendere testimonianza alla sua fede robustissima, fondata sul duplice pilastro della dottrina cristiana e della devozione popolare.

Eugenio Corti

Cent’anni di Eugenio Corti, che trovò un senso al male

Ha solo vent’anni quando, chiamato alle armi, chiede di essere assegnato al fronte russo. È qui, nell’orrore disumano e inenarrabile, tra compagni ridotti a cenci gelati e mucchi di carne macellata, che Corti si troverà faccia a faccia con la domanda dell’uomo: che senso ha il male nel mondo? In questa realtà così feroce e apparentemente piena di insensatezza, la fede imparata dai suoi genitori, nella sua terra, gli impone una ricerca di senso ben più radicale sul valore di redenzione della sofferenza, anche di quella apparentemente più assurda. Tornerà, Corti, per dar voce alla verità, a coloro che con lui divisero il pane, combatterono, soffrirono «con me dolorosissimamente sperarono e infine rimasero senza vita sulle interminabili strade della steppa».