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Eugenio Corti

Eugenio Corti, lettera sul male

Davanti a così insostenibili or­rori noi, anziché fare disquisi­zioni e ragionamenti, avremmo semplicemente voluto che Dio intervenisse, e impedisse, lì sul momento, all’uomo – anche a me… a tutti gli uomini coinvolti – di continuare a operare il male. Siccome non lo faceva, noi finivamo col vedere soltanto questo: che Egli non lo faceva.

Eugenio Corti

Cent’anni di Corti. Eugenio, scrittore cristiano emarginato ma di successo

Riscoperta delle proprie radici, apertura al mondo. Oscillano tra microcosmo e macrocosmo le celebrazioni del centenario di Eugenio Corti, nato nella casa paterna di Besana in Brianza (Monza) al mattino del 21 gennaio 1921 (e dove è morto la sera del 4 febbraio 2014). Se infatti la sua città natale si appresta a valorizzarne l’opera – grazie alla collaborazione della moglie Vanda – con la creazione di un centro studi a lui dedicato, le Edizioni Ares, che hanno in catalogo l’intera produzione letteraria di Corti, hanno progettato iniziative non solo editoriali per l’intero anno del centenario per favorire la conoscenza di uno dei maggiori scrittori cattolici del Novecento italiano.

Eugenio Corti

Cent’anni di Eugenio Corti, che trovò un senso al male

Ha solo vent’anni quando, chiamato alle armi, chiede di essere assegnato al fronte russo. È qui, nell’orrore disumano e inenarrabile, tra compagni ridotti a cenci gelati e mucchi di carne macellata, che Corti si troverà faccia a faccia con la domanda dell’uomo: che senso ha il male nel mondo? In questa realtà così feroce e apparentemente piena di insensatezza, la fede imparata dai suoi genitori, nella sua terra, gli impone una ricerca di senso ben più radicale sul valore di redenzione della sofferenza, anche di quella apparentemente più assurda. Tornerà, Corti, per dar voce alla verità, a coloro che con lui divisero il pane, combatterono, soffrirono «con me dolorosissimamente sperarono e infine rimasero senza vita sulle interminabili strade della steppa».