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Eugenio Corti

Besana, lo studio di Eugenio Corti donato al Comune

Un momento «importante e solenne» l’ha definito il sindaco di Besana in Brianza Emanuele Pozzoli. Ieri sera, mercoledì 18 maggio, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità il passaggio burocratico propedeutico all’apertura, in villa Filippini, del centro studi dedicato a Eugenio Corti, accettando quanto generosamente donato dalla sua compagna di vita, Vanda di Marsciano: lo studio del grande scrittore, con l’intero patrimonio librario e qualche «chicca». Si va dai libri coperti dai suoi appunti al manoscritto de «Il cavallo rosso», fino alle divise di guerra e ai riconoscimenti meritati, tra i quali un piatto dell’oreficeria «Tiffany». Un valore venale stimato intorno ai 24 mila euro; inestimabile, invece, quello culturale.

Il cavallo rosso

Il cavallo rosso

E’ la misericordia la vera protagonista di questo appassionato romanzo: è la misericordia di una terra di “parlotti” che accompagna con passione la storia dei propri figli, è la misericordia di famiglie che combattono per essere sempre più, in un mondo diviso, un fulcro di unità, di speranza e di affezione, è la misericordia di una chiesa, anche’essa scossa dalla contraddizione, ma sempre immersa nel dramma umano come segno di una strada insostituibile, e soprattutto è la misericordia di uno scrittore che dalla sua carne ha tratto la costola per realizzare questa sua stupenda creatura e l’ha amata in ogni sua piega.

Il cavallo rosso

Il cavallo rosso, romanzo di Eugenio Corti

Giudicheranno i lettori, più che i critici, poiché la componente popolare che anima le pagine di Corti fa appello alla coralità sociale della gente che vive e opera in questo ottavo decennio di secolo. Senza sofismi e privo di retorica, questo romanzo costituisce, nella sua cattolicità, un albero piantato al centro delle nostre speranze e delle nostre attese. E siamo certi che esso darà solidi germogli per il nostro domani di fede, di moralità, di cultura sociale e politica. 

Eugenio Corti

La Brianza tra arte e responsabilità

Ancora oggi, si può dire che la realtà spirituale della Brianza rimanga la stessa, ma a me pare di vederla come se stesse sott’acqua, sul fondo dei laghetti di cui la Brianza è piena. Le chiese la domenica sono colme come una volta; poi, però, l’esercizio delle virtù morali non è più lo stesso, come testimonia per esempio il numero dei figli delle famiglie briantee, che una volta erano le più numerose d’Italia (anche più di quelle delle regioni meridionali) e oggi invece non riescono più a mantenere l’equilibrio demografico sul territorio. È un mondo, dunque, che lentamente sta scomparendo.