Taggato: Comunismo

Lettere dalla ritirata, il senso del dolore

Ci sono esperienze che segnano talmente profondamente la propria esistenza, da riemergere poi, dal profondo della propria scrittura, in varie forme, dal diario alla lettera fino ad arrivare alla reinvenzione narrativa, senza perdere, in ogni caso, quella forza morale e quella profondità emblematica che descrive e circoscrive il senso universale dei valori posti in gioco. È il caso dello scrittore lombardo, Eugenio Corti, che con la sua opera ha messo a fuoco i valori della Brianza in cui era nato ed aveva sempre vissuto, mettendoli a confronto con altri modelli, dove Dio è stato cancellato, come nella Russia staliniana.

Eugenio Corti in Russia

Cavallo non rosso

Fare l’editore è un mestiere difficile e bellissimo, soprattutto quando si lavora in una casa editrice indipendente e battagliera come l’Ares. Qualche volta, però, i miracoli arrivano. E l’avventura di aver pubblicato Il cavallo rosso è stato un miracolo grande.

Il cavallo rosso

Ici commence l’Apocalypse des hommes

Le cheval rouge est un très grand roman animé d’un souffle épique qui vous emporte de la première à la dernière page. Et lorsque celle-ci arrive, on reste pantois d’admiration et d’émotion. Tout y est parfait : le rythme, le style et la technique du récit, les descriptions des situations et les portraits des protagonistes de tous horizons, ainsi que les réflexions sur les totalitarismes, sur le mal, la religion, l’art, l’amour. Toutes réflexions nuancées, sensibles, intelligentes et enrichissantes.

Il cavallo rosso - edizione francese

Au grand galop de l’Apocalypse

C’est l’un des plus grands romans italiens du XXe siècle, retraçant l’histoire de la péninsule de 1940 à 1974 sur fond de guerre totalitaire et de déchristianisation. Le Cheval rouge d’Eugenio Corti est réédité.

Il cavallo rosso - edizione giapponese

Comunismo a 16 carati in area occidentale

Eugenio Corti narra le vicende personalmente vissute durante la ritirata italiana del 1942-43 in Russia, per bocca del suo personaggio Michele Tintori, sottotenente di artiglieria, che aveva scelto di essere inviato sul fronte russo per verificare coi suoi occhi le meraviglie del “paradiso” sovietico.