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Il cavallo rosso

Un sentimento alpino della vita

Le 1167 pagine di questa saga italiana palpitano della vita vera di decine di uomini e donne coinvolte nel vortice apocalittico – personaggi complessi, scissi, spesso tragici. Colpiscono particolarmente i ritratti femminili abbozzati con rara squisitezza. Nel fragile loro immenso potere, l’autore italiano sa cogliere e comunicarci il mistero della vita, della durata a dispetto di qualsiasi forza, e costantemente alimentato dal brivido cattolico della fede. La donna, questo “capolavoro di Dio”…

Eugenio Corti in Russia

Un lunga intervista a Eugenio Corti

Dovevo combattere la battaglia per la Fede perché mi sembrava e mi sembra fondamentale per la sopravvivenza della civiltà. Sapevo che essa sarebbe stata nociva alla diffusione del libro, ma non per questo ho fatto marcia indietro. Per me era essenziale che tutta la realtà entrasse nel romanzo senza filtri. Ogni tanto mi viene in mente Tolstoj che ha introdotto in Guerra e pace (che io giudico il libro più bello mai scritto!) tanti suoi punti di vista che interrompono il filo del romanzo. Io mi limito a molto meno. A Tolstoj vennero contestate queste intromissioni ed egli provò a toglierle dal romanzo, riducendolo di due o trecento pagine. In seguito però quelle parti egli le dovette reintegrare, perché era evidente che il testo rimaneva snaturato. Secondo me ha fatto benissimo a reintrodurle, anche se a volte oggi molti si stufano un po’ nella lettura. Ma si tratta di veri e propri baluardi per il vivere civile: essi stessi materia propria dell’opera in quanto tali.