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Lettere dalla ritirata, il senso del dolore

Ci sono esperienze che segnano talmente profondamente la propria esistenza, da riemergere poi, dal profondo della propria scrittura, in varie forme, dal diario alla lettera fino ad arrivare alla reinvenzione narrativa, senza perdere, in ogni caso, quella forza morale e quella profondità emblematica che descrive e circoscrive il senso universale dei valori posti in gioco. È il caso dello scrittore lombardo, Eugenio Corti, che con la sua opera ha messo a fuoco i valori della Brianza in cui era nato ed aveva sempre vissuto, mettendoli a confronto con altri modelli, dove Dio è stato cancellato, come nella Russia staliniana.

Il cavallo rosso

Leggere il capolavoro di Eugenio Corti

Ormai da diversi anni, più precisamente dal lontano 2003 quando conobbi per la prima volta Eugenio Corti, assegno ai miei studenti di IV Liceo Scientifico la lettura estiva del capolavoro di questo grande scrittore contemporaneo. Alla base della mia scelta stanno motivazioni legate non solo alla notevole capacità di lettura dell’animo umano presente ne Il cavallo rosso, ma anche alla possibilità di utilizzarlo come opera che racchiude preziose testimonianze di carattere letterario e storico, utilissime per aiutare i lettori, soprattutto quelli più giovani, ad analizzare le complesse e spesso tragiche vicende del Novecento.

Eugenio Corti in Russia

Cavallo non rosso

Fare l’editore è un mestiere difficile e bellissimo, soprattutto quando si lavora in una casa editrice indipendente e battagliera come l’Ares. Qualche volta, però, i miracoli arrivano. E l’avventura di aver pubblicato Il cavallo rosso è stato un miracolo grande.

Il cavallo rosso

Gli intramontabili: Il cavallo rosso di Eugenio Corti

E’ infatti il “Guerra e pace” italiano e non riesco a immaginare come meglio l’autore avrebbe potuto rendere al lettore l’immensa follia che è la guerra, come meglio avrebbe potuto coinvolgermi fino alle lacrime scrivendo dei ragazzi al fronte che ero io, che erano gli amici fraterni che ho avuto io, che erano la meglio gioventù, solo nati cinquanta o sessant’anni prima di me.

Eugenio e Vanda Corti

La ‘incontemporaneità’ di Eugenio Corti scrittore cattolico più noto all’estero che in patria

Questo pone Eugenio Corti, a mio parere, trai pochi autori ‘incontemporanei’ del panorama letterario, come Charles Péguy, per fare un solo nome: presente al suo tempo ed in esso pienamente immerso, ma senza farsi determinare dalla mentalità corrente, perché ancorato a quel “di più” che ogni essere umano in fondo cerca, più o meno consapevolmente: la Verità – che non è un sentimento, ma il fondamento ultimo dell’essere, cioè Dio stesso.